È possibile fare un trapianto di pene?
Sì, i trapianti di pene esistono, ma non sono ancora procedure di routine.
Il primo trapianto di pene riuscito è avvenuto in Sud Africa nel 2014. Il paziente era un ragazzo di 21 anni il cui pene era stato amputato dopo una circoncisione fallita. Da allora, altri 2 trapianti di successo sono stati fatti negli Stati Uniti (nel 2016) e di nuovo in Sud Africa (nel 2017). Nel marzo del 2018, un team di chirurghi ha eseguito il primo trapianto al mondo di pene e scroto presso il Johns Hopkins Hospital di Baltimora, nel Maryland (Stati Uniti). In questo intervento, per la prima volta, sono stati trapiantati sia un pene che uno scroto (testicoli esclusi), insieme a una porzione di una parete addominale.
Il processo di trapianto inizia con la ricerca di un pene donatore adatto, che provenga, con il consenso dei familiari, da un uomo deceduto. Può volerci del tempo per trovare un pene che corrisponda al gruppo sanguigno, all’età e al tono della pelle di un paziente. Una volta stabilita una corrispondenza, l’intervento chirurgico può procedere. La procedura in sé è molto complessa, poiché i chirurghi devono collegare un’intricata rete di nervi e vasi sanguigni. I pazienti possono anche ricevere infusioni di midollo osseo dal donatore e assumere farmaci per ridurre il rischio che il loro corpo rigetti il nuovo organo.
Il tempo di recupero può richiedere settimane o mesi. È stato riferito che il paziente sudafricano del 2014 aveva urinato e avuto rapporti sessuali cinque settimane dopo l’intervento chirurgico. Ha anche messo incinta la sua ragazza l’anno successivo.
I medici che hanno fatto il trapianto di pene e scroto nel 2018 hanno invece pronosticato che il paziente sarebbe tornato ad avere sensibilità peniena e funzionalità erettile circa sei mesi dopo l’intervento chirurgico.
Alcuni esperti raccomandano valutazioni psicologiche e consulenza prima di un intervento chirurgico di trapianto di pene in modo che i pazienti sappiano cosa aspettarsi. Nel 2006, un trapianto di pene in Cina ha avuto successo in quanto il corpo del paziente ha accettato il nuovo pene. Tuttavia, due settimane dopo, i chirurghi hanno rimosso il pene “a causa di un grave problema psicologico del ricevente e di sua moglie”, ha riferito la rivista European Urology.
Nel caso del trapianto di pene e scroto, i chirurghi non hanno trapiantato anche i testicoli per una questione etica, poiché lo sperma prodotto dai testicoli poteva ancora contenere materiale genetico del donatore.
Il trapianto del pene è ancora agli albori, ma ci saranno numerosi sviluppi in futuro. La Johns Hopkins sta valutando i suoi prossimi pazienti. Tuttavia, in quella località, i trapianti non sono ancora pianificati per le persone transgender sottoposte a un intervento chirurgico di riassegnazione di genere.
Traduzione e adattamento a cura del Dr. Lorenzo Borrello dell’articolo “Is a penis transplant possible?”, pubblicato su ISSM (2018). https://www.issm.info/sexual-health-qa/is-a-penis-transplant-possible
BIBLIOGRAFIA
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Grady, D. (2018). “Whole Again”: A Vet Maimed by an I.E.D. Receives a Transplanted Penis, The New York Times. https://www.nytimes.com/2018/04/23/health/soldier-penis-transplant-ied.html
Harris, R. (2018). Veteran Receives Penis Transplant To Repair War Wound Shots, (NPR). https://www.npr.org/sections/health-shots/2018/04/23/605054470/veteran-receives-penis-transplant-to-repair-war-wound
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