102026Mar
Comportamento sessuale durante il sonno: un sondaggio su Internet

Comportamento sessuale durante il sonno: un sondaggio su Internet

Lo studio sulla sexsomnia (Sexual Behaviour in Sleep – SBS), condotto tramite un sondaggio online su 219
partecipanti validati, ha fornito importanti dati epidemiologici e clinici su questa parasonnia.
Contrariamente a ricerche precedenti, lo studio evidenzia una maggiore presenza femminile (31%) e una
distribuzione per età più ampia di questo fenomeno. La maggioranza dei rispondenti è eterosessuale
(88,2% degli uomini e 77,6% delle donne) e circa la metà del campione è coniugata.
La stragrande maggioranza dei soggetti riporta episodi ricorrenti e solo una piccola percentuale (7,2%
uomini, 10,4% donne) ha vissuto invece un singolo evento. L’82,6% dei partecipanti poi riferisce
comportamenti multipli, che includono masturbazione, palpeggiamenti, rapporti sessuali, vocalizzazioni e
movimenti sessualizzati. I comportamenti, comunque, riflettono pattern sessuali tipici, mentre la violenza è
rara (1,4% del totale) e segnalata esclusivamente da uomini.
Il principale fattore precipitante emerso dallo studio è il contatto fisico con il partner, un dato
particolarmente marcato negli uomini e nei giovani. Altri trigger rilevanti sono stress e stanchezza. L’uso di
alcol e droghe, invece, è riportato con una frequenza relativamente bassa come causa diretta degli episodi.
Inoltre, è emerso come circa il 25% del campione soffra di altre parasonnie, confermando la natura di
“condizione sovrapposta ad altre” della sexsomnia. Sono stati segnalati anche insonnia (15,5%) e apnee
notturne (6,8%). Inoltre, una significativa parte dei partecipanti (29%) soffre di disturbi mentali, tra cui
depressione (18,3%), ansia (11%) e disturbo bipolare (4,1%).
Inoltre, circa il 22% dei partecipanti assumeva farmaci al momento degli episodi (principalmente SSRI,
contraccettivi ormonali e antistaminici). Lo studio suggerisce che i farmaci non giochino un ruolo primario
nella maggior parte dei casi, ma nota che le benzodiazepine potrebbero avere utilità nel trattamento.
Per quanto riguarda gli aspetti medico-legali, il coinvolgimento delle autorità è limitato (8,6% degli uomini e
3% delle donne). Tuttavia, il coinvolgimento di minori (come testimoni o partecipanti) è emerso nel 6% dei
casi totali. In queste situazioni, la probabilità di intervento delle autorità sale drasticamente al 53,8%.
In conclusione, questo studio suggerisce che la sexsomnia sia più comune di quanto si pensasse, con una
distribuzione di genere più equilibrata e con il contatto fisico come trigger distintivo.


BIBLIOGRAFIA
Trajanovic, N. N., Mangan, M., & Shapiro, C. M. (2007). Sexual behaviour in sleep: An internet survey. Social
Psychiatry and Psychiatric Epidemiology, 42, 1024–1031. https://doi.org/10.1007/s00127-007-0258-0